L'evoluzione dell'allenamento nel JKD - Jeet Kune Do Ragusa

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L'evoluzione dell'allenamento nel JKD


L'evoluzione dell'allenamento nel JKD


Uno dei maggiori malintesi che circolano nel mondo delle arti marziali riguarda il fatto che il Jeet Kune do non sia altro che una forma modificata di wing chun a cui sono stati aggiunti alcuni calci a lunga distanza degli stili di kung fu del nord. Ma il Jkd è molto più complesso, è il prodotto finale dell'evoluzione marziale di Bruce Lee che includeva un cambiamento totale nell'approccio e nell'atteggiamento verso le arti marziali.
L'allenamento di Bruce Lee seguì la sua evoluzione nelle arti marziali. Osservando l'evolversi del suo regime d'allenamento si può capire la transizione di Bruce Lee dal wing chun al jeet kune do, comprendendo così il suo percorso e dove sarebbe potuto arrivare se fosse vissuto più a lungo. Quando Lee arrivò negli Stati Uniti continuò a praticare diligentemente le tecniche di wing chun che aveva imparato a Hong Kong. Grazie alla sua costanza raggiunse un alto livello nel wing chun. A quel tempo Lee eseguiva le forme di wing chun senza staccarsi dalla tradizione, ripetendole molte volte, praticando chi sao con dei compagni e lavorando all'uomo di legno del wing chun. Si impegnava molto a sviluppare la forza nella parte superiore del corpo per poter aumentare il volume degli avambracci e la forza dei polsi utilizzata nei pugni a corto raggio e a fare piegamenti sulla punta delle dita per i diretti con la punta delle dita. Bruce comprese che il chi sau serviva a coltivare un flusso costante di energia, per cui praticava anche degli esercizi isometrici per contribuire a sviluppare questo flusso.
Secondo Bruce il lato forte del corpo doveva stare sempre davanti in un confronto, ma sosteneva che sia il lato sinistro che quello destro del corpo dovevano essere allenati, per il semplice fatto che un combattimento inaspettato può capitare mentre il praticante è in una qualsivoglia posizione. II jkd sviluppa la coordinazione dell'intero corpo, incluse le braccia e le spalle, per muoversi come un tutt'uno per ottenere la massima potenza relativamente alla propria struttura e peso.
Dopo il famoso incidente di Oakland (metà degli anni sessanta), Bruce Lee si trovò fuori forma a causa della lunga inattività, quindi cercò di migliorare la sua resistenza correndo di più, usando la cyclette, saltando la corda, e facendo la boxe a vuoto. Allo stesso tempo cominciò a cambiare il suo approccio alle arti marziali e questo si riflesse nel suo allenamento. Dando più importanza all'adattabilità, al realismo e alla funzionalità, Bruce smitizzò la pratica delle forme perché queste non preparavano efficacemente e in modo effettivo al combattimento. Invece, gli esercizi di contatto e lo sparring fullcontact divennero per lui sempre più importanti.
Quando Lee cominciò a integrare alcuni dei calci a lunga distanza, l'enfasi del suo allenamento si mosse verso la preparazione fisica generale per aumentare la forza di tutto il corpo e la capacità di resistenza, poiché i calci mettono alla prova tutto il sistema cariovascolare. Dovendo usare più spesso i calci, divenne particolarmente importante avere più forza nelle gambe, così alzare le gambe, fare gli squat con i pesi e lo stretching per la flessibilità divennero esercizi regolari.
A mano a mano che Bruce Lee subiva l'influenza della boxe, adottò molti degli esercizi di allenamento e di preparazione sportiva di questo sport come l'usare il sacco, il punching-ball e i guanti da passata, con la differenza che Lee non usava questi strumenti solo per le mani ma anche per i piedi.
Cominciando a considerare altre sfere di combattimento, per Lee la distanza e la mobilità divennero questioni chiave. Trascorreva ore e ore nello sviluppare la flessibilità e la velocità delle gambe per potersi avvicinare all'avversario, mantenere la distanza, entrare e uscire da un confronto molto rapidamente.
Questioni come il movimento iniziale, il non-telegrafare le intenzioni, l'economia del movimento e l'efficienza divennero vitali nel jkd. Allenandosi in questo modo Bruce riuscì a dare un pugno all'avversario da una distanza di quasi due metri colpendolo in modo pulito.
Come risultato del suo interesse verso altri tipi di combattimento, Lee iniziò a praticare il wing chun meno frequentemente. Alla fine degli anni sessanta abbandonò quasi definitivamente gli esercizi di chi sao e dell'uomo di legno.
Oltre a lavorare su certe tecniche particolari, Bruce Lee cominciò a isolare e a lavorare specificamente sui muscoli usati in queste tecniche, in modo che l'allenamento divenne più specialistico. Lee considerava diverse possibilità per migliorare le tecniche, le cambiava tranquillamente per renderle più versatili o più adatte a lui. Questo è veramente lo scopo del jeet kune do: l'autoscoperta di se stessi attraverso il processo di semplificazione. Bruce non adottò mai altre arti marziali (tecniche o metodi di allenamento) semplicemente perché andavano bene, ma solo se erano complementari a quello che stava facendo. Inoltre, se Lee adottava qualcosa da un'altra arte marziale, la modificava talmente per renderla idonea ai suoi scopi, da non sembrare più l'arte originale. Se Lee fosse vissuto, probabilmente avrebbe sviluppato esercizi e metodi di allenamento che lo avrebbero aiutato a mantenere la condizione fisica ideale che aveva ottenuto.
Bruce Lee sottolineava la semplicità nel suo combattimento. Non è il conoscere tante tecniche che farà diventare bravo un combattente, ma piuttosto se egli sa usare effettivamente questa conoscenza e queste tecniche. Ciò che Bruce chiamava «tagliar via l'inessenziale» era il suo modo di ridurre le tecniche di combattiinento alla mera essenzialità, anche per diminuire la confusione mentale che deriva dal calcolare quali risposte sono più appropriate a una data situazione. Come risultato, il jkd ha poche tecniche nel suo arsenale se comparato alle altre arti marziali. Il jkd riguarda tutto ciò che è naturale e istintivo. Riguarda solo l'essere se stessi.

Equipaggiamenti

Bruce Lee fu uno dei primi marzialisti a utilizzare un equipaggiarnento per sviluppare la sua abilità combattiva. In linea con le sue convinzioni che l'allenamento e lo sparring fossero i metodi più efficaci per coltivare l'efficacia nel combattimento, Lee cercò degli strumenti di allenamento che permettessero una pratica realistica. Un equipaggiamento efficace avrebbe dovuto essere in grado di resistere ai calci e ai pugni a tutta potenza Lee senza rompersi, di dargli la sensazione appropriata quando lo colpiva e di permettergli di usarlo anche con un partner.
Bruce sosteneva che il sacco è uno dei mezzi migliori per sviluppare la potenza, la resistenza e il condizionamento fisico. Condizionava il corpo anche ricevendo colpi con la palla medica, usava la «pera» e sacchi di diversa grandezza per sviluppare il ritmo, la sincronizzazione e la distanza non solo per i pugni ma anche per i calci. Un altro dei pezzi favoriti dell'equipaggiamento di Lee era il guanto da passata perché richiede l'uso di un partner, è estremamente versatile e sviluppa una grande precisione nei pugni e nei calci. Colpiva anche dei fogli di carta sospesi per aumentare la sua precisione. Lee condizionava costantemente le mani colpendo dei piccoli colpitori di paglia, la sabbia e la ghiaia contenute in alcune casse e dei sacchi di canapa.
I principali responsabili della costruzione degli equipaggiamenti innovativi di Bruce erano dei suoi allievi, James Lee e George Lee a Oakland e Herb Jackson a Los Angeles. George Lee e Herb Jackson costruirono e modificarono la maggior parte dell'equipaggiamento mobile che Bruce Lee usava, le protezioni, i guanti da passata e i vari colpitori per calciare. Bruce usava tre tipi di colpitori per i calci: un'armatura da football modificata, un asse di legno con dei manici attaccati sul retro e un grosso scudo di legno alto un metro e mezzo tenuto sulle spalle per mezzo di cinghie. Jackson, un ingegnere edile, imbottì il retro dell'ultimo colpitore in modo che la persona che lo teneva non avrebbe risentito dei potenti calci di Bruce.
James Lee, che faceva il saldatore, utilizzò ingegnosamente parti pesanti di automobili in un unico equipaggiamento durevole e flessibile, il cosidetto «uomo di legno dai mille usi» nel quale delle molle facevano rimbalzare il manichino verso il praticante quando veniva colpito. Le braccia molleggiate, i bersagli pieghevoli, sia per le braccia che per le gambe, davano un sensazione realistica di contatto. Con questo tipo di allenamento non c'è da stupirsi se Lee ottenne l'abilità combattiva per cui era famoso.

Fonte: www.umbertoburoni.it
Giovedì 21 Dicembre 2006 17:07 Samurai Banzai Pugilato - N° 8, Anno V, 08-94, Pag. 94-96 - Autore: T. Wong e T. Gong, Trad. di Monica Rossi

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