Intervista a Mike Rutter - Jeet Kune Do Ragusa

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Intervista a Mike Rutter

Stavolta ho avuto il piacere di intervistare Mike Rutter, istruttore di JKD sotto Sifu Ted Wong. Devo dire che non conoscevo tanto bene Rutter prima di questa intervista, tuttavia avevo visto qualche suo vecchio video e mi ha incuriosito. Ho deciso di intervistarlo per conoscerlo meglio e il risultato è stato molto sorprendente. Mi ha rilasciato un’intervista ricca di informazioni, bella da leggere poiché ogni risposta è stata data con fermezza e umiltà allo stesso tempo. Grazie Mike!

INTERVISTA A MIKE RUTTER


Saverio: Quando ha iniziato a praticare le arti marziali?
Rutter: Ho avuto un precoce interesse per le arti marziali e le culture asiatiche, principalmente dal guardare show televisivi. Mio padre studiava karate quando avevo 8 anni, ed io ebbi il mio primo libro di arti marziali a 9, ma non iniziai ad allenarmi prima dei 12 anni.

Saverio: Che discipline ha studiato durante la sua carriera marziale?
Rutter: Ho iniziato con il judo per un paio di anni. Ero già una cintura verde quando uscì Enter the Dragon e, dopo aver visto tutti i calci ed i pugni, sono passato al Karate Shotokan, che assomigliava più a ciò che Lee faceva sullo schermo. Non facevo molto sul serio con lo Shotokan, ed ho iniziato a praticare ciò di cui leggevo nel libro “Fighting Method” di Lee.
A 20 anni incontrai un istruttore di Tang Soo Do e passai a quello. Mi allenai nel Tang Soo Do e raggiunsi la cintura nera in 2 diverse organizzazioni. Trovai un istruttore di Wing Chun ed imparai che ai praticanti del Wing Chun piace pestare i praticanti di Karate! Così imparai le basi del Wing Chun ed un po' di Tai Chi, e successivamente divenni cintura nera presso l'Associazione Indipendente Americana degli Istruttori di Karate (AIKIA). A quel tempo, l'AIKIA appoggiava la tipologia d'allenamento e di combattimento di Joe Lewis, che si adattava alla perfezione con il tentativo di provare il “vero” JKD. L'AIKIA ospitò Ted Wong e Howard Williams all'evento Weekend del JKD Original nel 1993, ed io fui molto fortunato nell'entrare in contatto con Ted Wong così come il mio mentore. Ho anche studiato un po' di arnis de mano, ed ho imparato qualcosa in più del Tai Chi durante i miei viaggi in Cina. Guardando indietro, mi sarebbe piaciuto frequentare boxe e wrestling durante il periodo delle superiori!

Saverio: Qual è la differenza tra le arti marziali e gli sport da combattimento?
Rutter: Penso che l'impostanzione di pensiero sia diversa dal performer o artista,e dal competitore o combattente. Le tecniche praticate potrebbero essere esattamente le stesse, ma cambia l'intensità. Inoltre, il combattente dovrebbe abbracciare il pugno mentre uno specialista di auto-difesa o combattimento potrebbe servirsi di una mano aperta mentre colpisce. Un artista marziale potrebbe essere un sistemad'apprendimento, in cui un lottatore potrebbe essere condizionato per il loro prossimo incontro. Un artista marziale potrebbe star tentando al movimento perfetto ed elegante, mentre un lottatore potrebbe star tentando a perfezionare il timing e la distanza. Entrambi sono grandi! Ricorda, non è il rapinatore o terrorista che probabilmente ci ucciderà, sono una malattia cardiaca ed il diabete, il cancro ed I colpi. La vita fisica è un limitato arco di tempo, quindi trascorretela facendo ciò che VOI apprezzate. Perfino I guerrieri più potenti alla fine diventano nulla più che cenere. Ma spesso, il lavoro di un artista è apprezzato per secoli.

Saverio: Ha mai dovuto difendere se stesso?
Rutter: Non veramente, ma ha avuto molte liti quando ero un teenager. In uno scontro in un vicolo ho utilizzato un paio di nunchaku. La polizia è stata coinvolta – non consiglierei a nessuno di portare con sè dei nunchaku! Mi sembrava di essere pestato un po' troppo spesso. Bloccato nel “classico pasticcio”, credo. Solo una volta ho avuto bisogno di rispondere fisicamente come un adulto. E' stato in un bar, improvvisamente un ragazzone seguì uno dei miei amici. Ero semplicemente in mezzo. Non so perchè, il ragazzone ”si precipitò” nel bar e colpì la sua testa. I buttafuori intervennero e lo portarono fuori, ma permisero a noi di rimanere. Scoprii successivamente che c'era una donna coinvolta come ragione dell'incidente.
Io ho tenuto seminari sull'autodifesa, ma molto di essa tratta dell'essere attenti e dell'avere la giusta quantità di sicurezza. Troppe persone non prestano attenzione. Io amo la linea del campione Bill Wallace sull'essere attaccati, “Puoi tagliarmi, ma non vivrai a lungo per vedermi sanguinare”. Penso che il ragazzo mise via il suo coltello e se ne andò.

Saverio: Quante ore a settimana si allena? Ed i suoi studenti?
Rutter: Non abbastanza! Il che è sorprendente, perchè è ciò che faccio. Bisogna separare il proprio allenamento personale dall'insegnamento. Tengo 5-10 lezioni private di un'ora ogni settimana. Mi alleno solo 3 sessioni da solo, principalmente esercizi al sacco e footwork. Ma faccio anche escursioni, ciclismo, pesi ed allenamento per la resistenza, e mai abbastanza stretching. La mia anca destra mi dà dei problemi, e forse dovrò sostituirla, così per adesso non corro nè salto alla corda. Mi sto interessando all'allenamento toga e con I kettlebell. E una volta al giorno vado attraverso la breve forma dello Yang.
I miei studenti vengono solo una o due volte la settimana, ma devono allenarsi per conto loro. Io punto sempre sull'attività fisica.

Saverio: Cosa sa dirmi di Ted Wong? Sia come insegnante che come persona?
Rutter: Wow, da dove inizio? Sifu Ted era straordinario sia come insegnante che come persona. Molto umile, spesso molto tranquillo, ma tanta grazia associata a tecnica precisa e potente. Era qualcosa di magico guardarlo mentre dimostrava. La sua bravura nel timing e nella distanza, footwork ed evasività, semplicemente ispirano a migliorarsi e raffinarsi. Quando teneva i seminari, aveva la pazienza di un santo e lavorava anche con gli studenti che rappresentavano un'impresa difficile. E quegli studenti lo ricorderanno per sempre. Ha tenuto molti seminari a titolo gratuito. Ma lui poteva anche essere critico, e parlava del bisogno di un occhio critico per essere un allenatore migliore. Penso che si considerasse un maestro allenatore, non un “sifu”. Ed è stato critico dello standard per l'arte di Lee. Sentiva che Bruce Lee l'aveva tenuto ad un livello alto, e chiunque avesse avuto a che fare con l'arte avrebbe dovuto esserlo. Penso che Ted Wong fosse molto tradizionalista, e si lamentava che Lee fosse anche un tradizionalista. Alcuni confondono questo con l'essere non-classico, ma non-classico si riferisce al non avere dei modelli fissi o pose statiche durante il combattimento. Le tradizioni dell'amicizia, della lealtà, e rispetto erano estremamente importanti per Ted Wong. Questo è perchè lui non cercava altri istruttori ma rimaneva fedele a Lee, aggiungendo tempo e dedizione alla scienza ai livelli più alti. Ted non ha reinventato la ruota, o esternalizzato i suoi sforzi nell'insegnare ai praticanti di boxe o muay thai. Per fare ciò,ing efforts to savate or muay Thai people. Fare ciò sentiva che sarebbe stato uno schiaffo in faccia a Bruce Lee. No, Ted rimase al suo compito, fece il suo lavoro e si ricercò, non importa quanto fosse difficile. Questo è vero rispetto per il proprio Sifu!

Saverio: Può dirci degli anedotti su Ted Wong e Bruce Lee?
Rutter: L'aneddoto più delizioso che raccontava Ted è che Bruce Lee gli disse che non aveva i requisiti base per allenarsi. I requisiti base sono l'essere muscoloso, così Lee iscrisse Ted per fare fitness e gli comprò pesi e proteine in polvere.

Saverio: Perché pensa che Bruce Lee sviluppò la sua arte o metodo?
Rutter: Penso che Lee sentisse che si sarebbe allontanato molto dal wing chun per giustificare un nuovo titolo. Penso che lui volesse anche dare un taglio netto a parte del suo materiale Jun Fan. Inoltre, lui era amicone di campioni di karate, che avevano ottenuto la cintura nera. Così parte di esso avrebbe potuto essere una cosa di prestigio. Se guardi alle tattiche usate da Kato in Green Hornet, non c'è molto gung fu. Sembra più karate, taekwondo, judo. Il JKD doveva essere semplice e diretto, ma non penso che fosse solo sull'efficacia del combattimento. Lui aveva bisogno di un'arte che fosse efficace ED elegante. Se lui avesse atterrato dei praticanti di jujitsu e li avesse colpiti come un bambino nella sabbionaia, nessun regista di Hollywood nè di Hong Kong sarebbe rimasto impressionato. Non penso che lui avesse bisogno di una difesa da strada quanto un metodo per trattare con le altre arti marziali di alto livello che avrebbe sfidato. Ciò era diverso sia dalla difesa personale che dagli sport di combattimento. Era combattimento, e combattimento per confermare la sua posizione nella comunità mondiale degli artisti marziali.

Saverio: Cosa pensa del Jeet Kune Do Concept e del Jeet Kune Do Original?
Rutter: In primo luogo, penso che debba essere dato credito al Dr. Jerry Beasley, non solo per aver coniato il termine JKD Original, ma per aver forse dato il via ad un movimento di ritorno verso la vera arte di Lee. Penso che Dan Inosanto abbia sviluppato dei metodi di base buoni per l'esercitazione del Jun Fan Gung Fu. Ricordo, lui è stato un educatore. Successivamente forse è andato a prendere soluzioni a diverse equazioni combattive, più come un matematico, ma io non so, non ero lì. Quando feci un salto nella scuola di Concept a Minneapolis (circa 1989) Rick Faye mi stava mostrando 6 o 7 arti diverse con cui avrei iniziato. Avevo già impiegato 13 anni per ottenere la cintura nera – come avrei potuto imparare così tante arti diverse? Chiesi del libro di Bruce Lee “Fighting Method” e mi fu detto che era d'altri tempi, un'arte fantasma che non era più efficace. Inoltre avevo sentito di gente che pagava $100 per frequentare un seminario di “JKD”, ottenendo solamente esercizi di bastone filippino e coltello. Io ero un karateka. Volevo un metodo migliore per dare pugni, e presupponevo che l'avrei raggiunto con il JKD. Ma il flusso di energia nel lavoro con il bastone stava andando da un lato all'altro, e non diretto all'avversario. Non sto dicendo che non era efficace – sto dicendo che non era ciò che stavo cercando. Era troppo. Ci sono alcuni grandi marzialisti e combattenti che hanno studiato Concept, ma non abbiamo idea di quanti candidati per il JKD sono stati chiusi da tutto. Forse loro hanno testato la tua fedeltà facendoti attraversare prima un materiale assortito e poi introducendoti al JFGF/JKD, ma non sono sicuro. Dal punto di vista del business, il Concept va forte. Sempre nuove cose. Immagino che prossimamente risucchieranno il Krav Maga nel loro vortice di roba. Io ho meno interrogativi sul Concept che sul Jun Fan Gung Fu venduto come JKD. E' qui dove vedo una differenza. Ricordate, solo DUE persone hanno ricevuto un certificato di JKD, ed una di loro ha preso la rotta del combattimento con i bastoni. Tutti gli altri facevano JFGF, che per me è un wing chun più la boxe. Una buona arte, efficace, ma ancora non del tutto lì. A Seattle sembrava che il peso fosse tenuto sul piede posteriore – più come nel wing chun. Ad Oakland ed in alcune persone di Los Angeles Chinatown, sembrava che la maggior parte del peso fosse sul piede AVANZATO, con le braccia alte, come nella boxe. Il JKD dovrebbe essere più vicino, credo, al peso distribuito al 50% sul piede avanzato ed al 50% su quello arretrato E su entrambi I lati (c'è una differenza), con le braccia rilassate per una maggiore efficienza. Più come nella scherma. Il JKD è diverso dal wing chun che veniva fatto da una posizione On-Guard. Penso che Lee (e ovviamente Ted Wong) si stavano ALLONTANANDO da ciò, trascendendo ciò con il footwork, la distanza ed il timing. Il wing chun sembra più difensivo e reattivo, il JKD più offensivo e proattivo, in modo da attaccarsi al lato reattivo e chiamarlo JKD non ha senso per me. Non che non sia efficace, e a molta gente piace praticare questa roba, ma io sollevo la questione sul fatto che esso rappresenti o meno l'arte di Lee al più alto livello. Nuovamente, abbiamo bisogno di reinventare la ruota durante il nostro personale percorso d'apprendimento?

Saverio: Esiste qualcuno che può davvero rappresentare l'arte di Bruce Lee nel mondo, dal suo punto di vista?
Rutter: Ognuno può praticare la sua arte, i suoi principi, vivere secondo la sua filosofia di perfezionamento, e facendo ciò può rappresentare l'arte di Lee. Ma ci sono dei veri maestri? Penso che ci siano dei praticanti molto, molto bravi in tutte le arti, ed il JFGF/JKD non è differente. Qualcuno potrebbe essere un maestro nell'allenare così che gli altri possano migliorare più in fretta. Qualcuno potrebbe essere eccellente, come Lee, per fare arti marziali in film emoziananti. Alcuni, come i moderni combattenti di MMA, abbracciano la sua filosofia di diventare migliori e più in forma e la usano per diventare campioni. Ted Wong era lo standard, ed io mi auguro che tutti gli studenti di Ted lavoreranno nello sviluppo di se stessi a tal fine. Patrick Chan di Montreal, in particolare, porta avanti l'aspetto e la sensazione dell'arte. Mike Gittleson ha delle incredibili abilità nel footwork, e può interromperle ed insegnarle! Rodney Hitchcock e Victor Colon possono fare il lavoro delle MMA. Molti di noi, come me, Bill Mattucci, e Bob Landers, hanno la conoscenza ma, con l'età, non necessariamente le caratteristiche fisiche. Sento che Chris Kent e Howard Williams rappresentano entrambi l'arte dal punto di vista dell'”intercettazione”, alcuni della seconda generazione di istruttori più dal punto di vista delle idee del JFGF. Ho letto grandi cose su Pat Strong ma non mi sono mai allenato con lui. Nella terza generazione di istruttori, Tom Harvey è proprio nell'allenamento di specifiche performance, ed io sono curioso di vedere fin dove può prendere l'arte. Ma noi non abbiamo un attuale campione come Joe Lewis o una star come Bruce Lee nel nostro campo.
Potrei aggiungere una cosa. Penso che Tommy Carruthers sia forse il più assimilabile a Bruce Lee per adesso. Sebbene non mi sia allenato con lui, lui ed io lavoriamo con le stesse persone in Cina, e loro dicono che è molto veloce. Lui è un suo uomo con il suo metodo.

Saverio: Lei ha viaggiato per il mondo, qual è al momento il livello del Jeet Kune Do nel mondo?
Rutter: Penso che il livello delle arti marziali in generale sia in miglioramento. Dal momento che più informazioni si condividono attraverso i seminari, i libri e le riviste ed i DVD, e su internet, la gente può vedere da sè. Più informazioni portano a scelte migliori. Qualcuno potrebbe decidere di investire maggiori sforzi per allenarsi con un istruttore migliore una o due volte l'anno piuttosto che con il ragazzo medio in fondo alla strada, e questo incoraggerà il ragazzo medio a mollare la loro attività ed a DIVENTARE migliore. Penso che l'enfasi del combattimento nella gabbia ed il Brazilian Jujitsu hanno COSTRETTO tutti gli artisti marziali a migliorare. Il JKD non è differente.

Saverio: Cosa pensa degli attuali istruttori e maestri di Jeet Kune Do nel mondo?
Rutter: Lo stesso della risposta precedente. Spero che stiano migliorando, rimanendo con abilità reali ed utilizzabili mentre si allontanano dalla “fuffa”.

Saverio: Cosa pensa della gente che diventa istruttore dopo corsi di pochi mesi?
Rutter: In generale, potrebbe solo produrre risultati di bassa qualità. Ma ciò dipende da 3 cose – il programma, l'individuo e l'istruttore. Il programma iniziale potrebbe essere semplice e basilare. L'istruttore potrebbe mettere insieme un programma davvero buono da seguire, e l'individuo, seguendolo mentre aiuta altri, sta anche migliorando. “Colui che insegna impara due volte!”. L'individuo potrebbe anche essere pronto. “Quando lo studente è pronto, apparirà il maestro”. Joe Lewis ha ottenuto la sua cintura nera in 7 mesi mentre si trovava ad Okinawa. Ho letto che anche il campione di Karate Mike Stone ha impiegato meno di un anno per raggiungere la cintura nera. Molti praticanti di Brazilian Jujitsu sono obbligati ad iniziare ad insegnare al raggiungimento della cintura blu. Io preferire imparare da qualcuno di nuovo ed entusiasmante, anche se non così raffinato, piuttosto che da qualcuno stanco di insegnare lo stesso materiale per 10 anni e non più ispirato. L'eccitazione aiuta l'attività. Dunque, la quantità del materiale è necessario che sia minore perchè la qualità rimanga alta. Quando Ted Wong mi diede il verbale via libera all'insegnamento, il mio repertorio di tecniche era molto limitato. Così siamo rimasti sulle basi, a lui avrebbe valutato il tutto al seminario successivo. Semplice. Per capovolgere la tua domanda, dovrebbe essere “Cosa pensa delle persone che sono campioni con molti anni d'esperienza, ma non sanno insegnare nulla?”

Saverio: Ho spesso sentito dire che il JKD è un'arte in evoluzione. Mi chiedo perché abbiamo bisogno di un'evoluzione nel combattimento? Gli uomini non hanno sempre due braccia e due gambe? I metodi di combattimento non sono sempre gli stessi? Cosa ne pensa a riguardo?
Rutter: La vecchia macchina da scrivere ha la stessa tastiera QWERTY del nuovo computer, quindi perchè abbiamo bisogno del computer? Infatti, perchè abbiamo bisogno di un cellulare con una tastiera QWERTY? Sono gli stessi numeri e lettere e simboli, non è così? Monet è stato un grande pittore. Perchè la gente continuerebbe a dipingere dopo di lui? L'arte non si evolve? La nuova Ferrari? Cosa non andava nella VECCHIA Ferrari?
L'arte marziale è ancora un'arte. E' ancora espressione. Il JKD non avrebbe potuto essere sviluppato senza pavimenti lisci e scarpe da ginnastica. Non si sarebbe potuto praticarlo così facilmente prima di attrezzature come i colpitori o gli scudi per i calci. Per vedere cosa funziona in combattimento si ha bisogno di oggetti come i guanti da boxe, I paratibie, paradenti e caschetti. Diversamente, se morissi in combattimento, come ti potresti migliorare? I giocatori di golf possono migliorare il loro gioco perché non si uccidono l'uno con l'altro alla fine di ogni round. Senza la ricerca della boxe vecchio stile, e la scoperta che questi pugili usavano dei movimenti di difesa non telegrafati, e senza adattare le strategie di difesa al JKD, come esso avrebbe potuto essere sviluppato? Esso non sarebbe stato creato nei boschi, in uno sporco villaggio da qualche parte. Le arti marziali sono uscite fuori da quelle condizioni, come i cinque animali del Kung Fu, e dai 5 animali del Kung Fu, è stata sviluppata un'arte di strada come come il Wing Chun. Le culture in cui le cose sono annotate e superate con il progresso, quelle che sono ancora legate alla danza intorno al fuoco non lo fanno.
Mentre è vero che le basi probabilmente non cambiano, le condizioni e l'allenamento migliorano l'artista. Gli atleti continuano a migliorare attraverso un allenamento, una forma e nutrizione superiori e perfino attraverso un “raggiungere l'obbiettivo” mentale superiore. Le tecniche di boxe non sono cambiate molto, eppure i pugili migliorano. Lee era molto critico circa i “maestri” di arti marziali che erano fuori forma fisicamente. Quindi quella è stata un'evoluzione necessaria. Il campione di MMA Lyoto Machida ha adattato il karate giapponese alla gabbia. Come? Footwork e distanza. Così questa, per lui, è statat un'evoluzione. Mentre il “two-leg takedown” del wrestling ha forse 3000 anni, il wrestler medio non ha 3000 anni, quindi devono impararla ed andare avanti attraverso un'evoluzione personale. Può darsi che loro debbano aggiungere un allenamento ai pesi per ottenere abbastanza forza di sollevamento. Essi possono forse insegnare come bloccare e neutralizzare ma senza la giusta struttura mentale ed i riflessi, non potrebbe funzionare. Così il metodo d'allenamento deve evolversi. Può darsi che il bloccaggio venga eliminato. Può darsi che i riflessi debbano essere indirizzati e raffinati. Può darsi che la reazione sia stata corretta, ma da una distanza sbagliata. Ci sono cose che possono essere migliorate.
“Cambiare con il cambiamento è lo stato dell'immutabilità". Non è il breve cambiamento che ci fa evolvere personalmente, come esseri umani, o artisti marziali.

Saverio: Lei sa se Bruce Lee usava bastoni, coltelli, pistole o altre armi durante il suo allenamento?
Rutter: Ancora una volta, io non ero lì. Penso che usasse le armi solo per I film, come attrattiva. C'era un articolo degli ultimi anni 70 di Dan Inosanto sul fatto che Bruce Lee potesse prendere un'arma ed usarla con naturalezza. Diceva che Lee potesse adattare il JKD al Kali ed averne la padronanza in una settimana. Ovviamente usò i nunchaku in 4 o 5 film, ma per Lee i nunchaku dovranno essere stati più dei giocattoli. Ho già menzionato i nunchaku. Mi sono allenato con quest'arma – ma non assomiglia affatto a come Bruce Lee li faceva girare sullo schermo. Così chiesi a Ted dove Lee avesse imparato la sua tecnica di nunchaku. Ho saputo che l'aveva appresa sia da George Dillman che da Dan Inosanto. Ted ha dichiarato che Lee vide delle foto del libro sui nunchaku di Fumio Demura presso l'ufficio della rivista Black Belt, le esaminò e tornò a casa ed iniziò ad allenarsi. Ted ha confermato ciò che avevo visto – che Lee spesso afferrasse lo stesso bastone piuttosto che quello di fronte quando manovrava i nunchaku, che è diverso da come i bastoni sono normalmente passati da un lato all'altro. Per essere corretto, avevo visto delle clip di Inosanto in cui faceva girare I nunchaku, e sembrava proprio come Bruce! In altre cose che ho letto Lee diceva a Sterling Silliphant di dimenticare il teppista con il coltello e di pensare a 360° intorno a lui. Sifu Ted diceva che avrebbe usato il suo finger jab come un coltello e avrebbe colpito occhi o gola.

Saverio: Può descrivermi la sua tipica sessione d'allenamento del JKD?
Rutter: Troppo intellettuale e non abbastanza piena di sudore! Principalmente tengo lezioni private e tengo un tema per ogni settimana. Iniziamo con una veloce routine di riscaldamento e condizionamento, seguita dal footwork o salti alla corda, magari sessioni al sacco pesante. Successivamente alleniamo una tecnica o l'applicazione di una tecnica ai focus, e dopo con le protezione. Variamo il timing, la distanza, proviamo colpi sia in combinazione che non. Ho diversi studenti mancini e trascorro lo stesso tempo sull'attacco destro e sinistro. Finiamo con lo sparring o, a volte, facciamo delle ripetizioni di calci contro uno scudo fino allo sfinimento e dopo lo stretching ed il raffreddamento con the caldo. Occasionalmente facciamo un po' di grappling o del chi sao, ma non spesso. Proprio adesso sto lavorando più ad una boxe sporca che al trapping o al chi sao.

Saverio: Vuole aggiungere altro?
Rutter: Grazie Saverio, per la corrispondenza e per avermi richiesto l'intervista. Le domande erano eccellenti!

Mike Rutter

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Saverio: When did you begin practicing martial arts?
Rutter: I had an early interest in martial arts and Asian cultures, mostly from viewing television shows. My father was studying karate when I was 8, and I got my first martial art book at 9, but didn’t start training until 12.
Saverio: What disciplines have you studied during your martial career?
Rutter: I started with judo for a couple of years. I was already a green belt when Enter the Dragon came out, and, after seeing all the punching and kicking, I switched over to shotokan karate, which looked more like what Lee was doing on-screen. I was not very serious about shotokan, and started practicing what I was reading about in the Bruce Lee Fighting Method book.
When I was 20, I met a tang soo do instructor and switched to that. I stayed with tang soo do and earned black belt rank in 2 different organizations. I located a wing chun instructor, and learned that wing chun people liked to beat up karate people! I learned the basics of wing chun, and some tai chi, then registered as a black belt with American Independent Karate Instructor Association (AIKIA). At that time, AIKIA was pushing the Joe Lewis type of training and fighting, which fit perfectly with trying to experience “real” JKD. AIKIA hosted Ted Wong and Howard Williams at their Original JKD Weekend event in 1993, and I was very fortunate in connecting with Ted Wong as my mentor. I have also study some arnis de mano, and have learned more tai chi during my trips to China. Looking back, I wish I had taken up boxing and wrestling during high school!
Saverio: What’s the difference between martial arts and combat sports?
Rutter: I think the mindset is different from the performer or artist, and the competitor or fighter. The techniques practiced might be exactly the same, but the intensity changes. Also, the fighter should embrace the fist while a self-defense or combative specialist might employ an open hand while striking. A martial artist might be learning a system, where a fighter might be conditioning for their next match. A martial artist might be attempting to perfect an elegant movement, while a fighter might be attempting to perfect their timing and distance. Both are great! Remember, it is not the mugger or terrorist that will probably kill us, it is heart disease and diabetes, cancer and strokes. Physical life is a limited timeframe, so spend it doing what YOU appreciate. Even the mightiest warriors eventually become nothing more than dust. But often, an artist’s work is appreciated for centuries.
Saverio: Have you ever been forced to defend yourself?
Rutter: Not really, but I got into a lot of fights when a teenager. In one alley fight, I actually used a pair of nunchaku. The police got involved – I would not recommend anyone carry nunchaku! I did seem to get beat up just a little too often. Stuck in the “classical mess,” I guess.
Only once did I need to respond physically as an adult. It was in a bar, and a big guy suddenly came after a friend of mine. I was simply in the way. Somehow, the big guy “fell” into the bar and hit his head. The bouncers came over and escorted him out, but let us stay. I found out later there as a woman involved as the reason for the incident.
I have taught seminars on self-defense, but much of it deals with being observant and having the correct amount of confidence. Too many people do not pay attention. I love Champion Bill Wallace’s line about being attacked, “You can cut me, but you won’t live to see me bleed.” I think the guy put his knife away and left.
Saverio: How many hours a week do you train? And your students?
Rutter: Not enough! Which is surprising, because this is what I do. You have to separate your own personal training time from teaching. I teach 5-10 one hour private lessons each week. And I only train about 3 sessions myself, mostly bag and target and footwork drills. But I also do hiking, biking, weight and resistance training, but never enough stretching. My right hip gives me some problems, and eventually I will have it replaced, so for now I do not run or jump rope. I have been looking into yoga and kettlebell training. I also go through the Yang short form once a day.
My students only come once or twice a week, but most do training on their own. I am always pushing physical activity.
Saverio: What can you tell me about Ted Wong? As a teacher and as a person?
Rutter: Wow, where to begin? Sifu Ted was extraordinary as both a teacher and a person. Very humble, often very quiet, but what grace combined with precise, powerful technique. It was magical to watch him demonstrate. His mastery of timing and distance, footwork and evasiveness, it simply inspired one to improve and refine. When teaching seminars, he had the patience of a saint and would work with even the most challenged students. And those students will remember that forever. And he did a lot of teaching at no charge.
But he could also be critical, and talked about needing a critical eye to be a better coach. I think he considered himself to be a master coach, not a “sifu.” And he was critical of the standard for Lee’s art. He felt Bruce Lee held himself to a high standard, and everyone involved with the art should also. I think Ted Wong was very traditional, and claimed Lee was also traditional. Some confuse this with being non-classical, but non-classical refers to not having fixed patterns or static poses while in combat. The traditions of friendship, loyalty, and respect were extremely important to Ted Wong. This is why he did not seek other instructors but stayed true to Lee, adding time and dedication to the science at the highest level. Ted did not reinvent the wheel, or outsource his teaching efforts to savate or muay Thai people. To do that, he felt, would be a slap in the face of Bruce Lee. No, Ted stayed on task, did the work and research himself, no matter how difficult. This is true respect for your sifu!
Saverio: Can you tell us any anecdotes about Ted Wong and Bruce Lee?
Rutter: The neatest anecdote is Ted saying that Bruce Lee told him he didn’t have basic requirements for training. Basic requirements turned out to be muscle, so Lee took Ted down to a fitness place and bought him weights and protein powder.
Saverio: Why do you think Bruce Lee developed his own art or method?
Rutter: I think Lee felt he had moved far enough away from wing chun to justify a new title. I think he also wanted to make a clean break from some of his own Jun Fan Material. Also, he was chumming around with karate champions, who had actually earned black belts. So part of it might have been a prestige thing. If you look at the tactics used by Kato in the Green Hornet show, there’s not much gung fu there. It looks more like karate, taekwondo, judo.
JKD was supposed to be simple and direct, but I don’t think it was just about combat effectiveness, either. He needed an art that was effective AND elegant. If he had just jujitsu’d people to the ground and bit them like a child in a sandbox, no Hollywood or Hong Kong movie executive would’ve been too impressed. I don’t think he needed street defense as much as a method of dealing with other top-notch martial artists that would challenge him. This was different from both self-defense and sport competition. It was fighting, and fighting to uphold his position in the world community of martial artists.
Saverio: What do you think about Concepts Jeet Kune Do and Original Jeet Kune Do?
Rutter: First off, I think Dr. Jerry Beasley has to be given credit, not only for coining the term Original JKD, but for perhaps starting a movement back toward Lee’s real art. I think Dan Inosanto had developed good, basic methods for drilling Jun Fan Gung Fu. Remember, he was an educator. Then he perhaps went shopping for answers to different combative equations, much like a mathematician, but I don’t know, I wasn’t there.
When I looked into the Concepts school in Minneapolis (circa 1989) Rick Faye was showing me 6 or 7 different arts that I would have to start with. It had already taken me 13 years to get to black belt – how in the world was I going to learn so many different arts? I asked about the Bruce Lee Fighting Method book and was told it was for old-timers, a ghost art that was not very effective. Plus I’d heard stories of people paying $100 to attend a “JKD” seminar and only getting Filipino stick and knife drills. I was a karate guy. I wanted a better method of punching, and assumed I’d get it with JKD. But the energy flow in stick work was traveling side-to-side, not directed toward the opponent. I’m not saying it wasn’t effective – I’m saying it wasn’t what I was looking for. It was too much. There are some great martial artists and fighters that have gone with Concepts, but we have no idea how many candidates for JKD were also turned off by the whole thing. Perhaps they tested your loyalty by running you through the assorted material first, then getting to JFGF/JKD, but I am not sure. From a marketing standpoint, Concepts is great. New things all the time. I imagine they will suck Krav Maga into their arsenal vortex next.
I have fewer questions about Concepts than with Jun Fan Gung Fu sold as JKD. This is where I see a difference. Remember, only TWO people received certificates in JKD, and one of them went the stick-fighting route. Everyone else was doing JFGF, which I see as wing chun plus boxing. A good art, effective, but still not quite there yet. A Seattle era man seems to stand weight on rear foot – most like wing chun. An Oakland era person, and some of the Los Angeles Chinatown people, seem to actually stand with a majority of the weight on the LEAD foot, with arms high, like boxing. JKD should be closer, I feel, to 50%-50% weight, front-to-rear AND side-to-side (there’s a difference), with arms relaxed for efficiency. More like fencing. JKD is different than wing chun being done from an On-Guard Position. I think Lee (and obviously Ted Wong) was moving AWAY from this, transcending this with footwork, distance, and timing. Wing chun seems more defensive and reactive, JKD more offensive and proactive, so to cling to the reactive side and call it JKD doesn’t make sense to me. Not that it isn’t effective, and many people like to practice this stuff, but I raise the question whether or not it represents Lee’s art at the highest level. Again, do we need to reinvent the wheel during our personal learning curve?
Saverio: Does anybody exist who can really represent Bruce Lee’s art in the world, from your point of view?
Rutter: Anyone can practice his art, his principles, live by his philosophy of refinement, and by doing so can represent Lee’s art. But are there real masters? I think there are very, very good practitioners in all arts, and JFGF/JKD is no different. Someone might be a master at performing the art in demonstrations. Someone might be a master at coaching so that others improve more rapidly. Someone might be excellent, like Lee, of making martial arts exciting on film. Some, like the modern MMA fighters, embrace his philosophy of becoming better and fitter and use this to become champions.
Ted Wong was the standard, and I hope all of Ted’s students will work at developing themselves to that end. Patrick Chan of Montreal in particular carries the look and feel of the art forward. Mike Gittleson has incredible footwork skills, and can break them down and teach them! Rodney Hitchcock and Victor Colon can make the stuff work for MMA. Many of us, like myself, Bill Mattucci, and Bob Landers, have the knowledge but, as we age, not necessarily the physical attributes. I feel Chris Kent and Howard Williams both represent the art from the “intercepting” standpoint, some of the other original and 2nd generation instructors more from the JFGF ideals. I have read great things about Pat Strong but have never trained with him. 3rd generation instructor Tom Harvey is really into specific performance training, and I am curious to see how far he can take the art. But we do not have a current champ like Joe Lewis or a star like Bruce Lee in our camp.
Saverio: You’ve traveled the world, what’s the standard of Jeet Kune Do in the world nowadays?
Rutter: I think martial art standards in general are improving. As more information is shared through seminars, in books and magazines and DVDs, and on the internet, people can see for themselves. More information leads to better choices. Someone may decide to invest more effort to train with a better instructor once or twice a year rather than with the average guy down the street, and this will encourage the average guy to up their game and BECOME better. I think the emphasis on cage fighting and Brazilian Jujitsu has FORCED all martial artists to improve. JKD is no different.
Saverio: What do you think about current Jeet Kune Do instructors and Masters in the world?
Rutter: Similar to a previous response, I hope they are improving, staying with real, usable skills while moving away from the “fluff.”
Saverio: What do you think about people who become instructors after few months courses?
Rutter: In general, it might produce low quality results. But it depends on 3 things – the program, the individual, and the instructor. The initial program might be simple and basic. The instructor may have put together a really good program to follow, and the individual, following that program while helping others, is also improving. “He who teaches learns twice!”
The individual might also be ready. “When the student is ready, the teacher will appear.” Joe Lewis earned his black belt in 7 months while in Okinawa. I read that Karate Champ Mike Stone also had less than one year training before black belt. Many Brazilian Jujitsu trainees are required to start teaching at Blue Belt. I would rather learn from someone fresh and exciting, even if not as polished, than from someone tired of doing the same material for 10 years and not inspired any longer. Excitement helps the game along. Now, the quantity of material covered needs to be less for the quality to remain high. When Ted Wong gave me the verbal go-ahead to start teaching, my toolbox of techniques was very small. So we stayed on basics, and he would evaluate things at the next seminar. Simple.
To flip your question, it might be, “What do you think of people who are champions with many years experience, but can’t teach worth beans?”
Saverio: I often hear that JKD is an evolving art. I wonder why we need evolution in fighting? Humans always have two arms and two legs, haven’t they? Fighting methods aren’t always the same? What do you think about it?
Rutter: The old manual typewriter had the same QWERTY keyboard as a new computer, so why do we need the computer? In fact, why do we need a cell phone with a QWERTY keyboard? It is the same numbers and letters and symbols, isn’t it? Monet was a great painter. Why would people continue to paint after he did? Art doesn’t evolve, does it? The new Ferrari? What was wrong with the OLD Ferrari?
Martial art is still art. It is still expression. JKD could not have been developed without smooth floors and athletic shoes. It could not be practiced as easily prior to equipment like focus mitts and kick shields. To see what works in combat you need things like boxing gloves and shin guards and mouth guards and head gear. Otherwise, if you die in combat, how do you improve? Golfers can improve their game because they do not kill each other at the end of each round. Without researching old-style boxing, and discovering that these boxers used fencing non-telegraphic movement, and without adapting the strategies of fencing to JKD, how could it have been developed? It would not have been developed in the woods, in a dirt village somewhere. Martial arts have come out of those conditions, like Five Animal Kung Fu, and out of 5 Animal Kung Fu, a street art like Wing Chun evolved. Cultures where things are written down and passed along improve, those that still involved dancing around a fire pit do not.
While it’s true that the basics probably don’t change, the conditioning and training improves the performer. Athletics continue to improve through superior coaching and fitness and nutrition and even mentally “getting in the zone.” Boxing techniques have not changed much, yet boxers are improving. Lee was very critical of martial arts “masters” that were out of shape physically. So that was a necessary evolution. MMA Champ Lyoto Machida has adapted Japanese karate to the cage. How? Footwork and distance. So that, for him, was an evolution. While the two-leg takedown in wrestling is perhaps 3000 years old, the average wrester is not 3000 years old, so they have to learn it and go through a personal evolution. They may have to add weight training to get enough lift strength. Any martial art can teach a technique, but many cannot teach how to apply these techniques. They can maybe teach how to block and counter but without the right mental frame of mind and reflexes, it may not work. So the training method has to evolve. Maybe the block has to be eliminated. Maybe the reflexes need to be addressed and refined. Maybe the response was correct, but from the wrong distance. These are things that can be improved upon.
“To change with change is the changeless state.” Don’t short-change the need to personally evolve, as a human being, or a martial artist.
Saverio: Do you know if Bruce Lee used sticks, knives, guns or other arms during his training?
Rutter: Again, I wasn’t there. I think he used weapons only for movies, for flash appeal. There was an article in the late 70s by Dan Inosanto that Bruce Lee could pick up a weapon and use it naturally. He said Lee could adapt JKD to the kali stick and mastered it in a week. Obviously he used the nunchaku in 4 of his 5 movies, but for Lee the nunchaku must have been more like a toy. I have already mentioned the nunchaku. I had some traditional training with this weapon – but it did not resemble anything at all like how Bruce Lee was spinning them on-screen. So I asked Ted where Lee had learned his nunchaku technique. I had heard it was either from George Dillman or Dan Inosanto. Ted claimed that Lee saw photos of Fumio Demura’s nunchaku book at Black Belt Magazine’s office, looked them over, and went home and just started practicing. Ted confirmed what I had seen – that Lee would often grab the same stick rather than the opposite stick when maneuvering the nunchaku, which is different from how the sticks are normally transferred from side-to-side. To be fair, I have seen clips of Inosanto spinning the nunchaku, and it looks just like Bruce!
In other things I’ve read. Lee told Sterling Silliphant to forget about the punk with the knife and think 360 degrees around him. Sifu Ted said he would use his finger jab as a knife and go for the eyes or throat.
Saverio: Can you describe me your typical JKD lesson?
Rutter: Too intellectual and not sweaty enough! I mainly teach private lessons, and keep a theme going each week. We go through a quick warm-up and conditioning routine, followed by footwork or jumping rope, maybe heavy bag rounds. Then we cover a technique or application of a technique using focus mitts, then with sparring gear. We vary the timing, the distance, try things both matched and unmatched leads. I have several left-handed students, and spend equal time right & left forward. We’ll finish with sparring or sometimes kicks done to exhaustion against a shield then a final stretch and cool down with hot tea. Occasionally we do some grappling work or even chi sao, but not often. Right now, I am working more dirty boxing than trapping or chi sao.
Saverio: Would you add anything else?
Rutter: Thanks, Saverio, for corresponding and requesting an interview. The questions were excellent!

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