Intervista a Frans Stroeven - Jeet Kune Do Ragusa

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Intervista a Frans Stroeven

Frans Stroeven, originario dei Paesi Bassi, è conosciuto in tutto il mondo per aver praticato diverse arti marziali filippine tra le quali l’Eskrima. Tiene spesso seminari in giro per il mondo ed è il presidente europeo della  Cacoy Doce Pares Eskrima. Tra le svariate discipline che ha appreso negli anni, trova posto pure il JKD, studiato principalmente con Tim Tackett.

INTERVISTA A FRANS STROEVEN

Saverio: Quando ha iniziato a praticare le arti marziali? Grazie a chi?
Stroeven: Ho iniziato con il Judo all'età di 6 anni. Mi sono allenato sotto la supervisione dell'ormai scomparso Anton Geesink, ex campione mondiale ed olimpico. Sono rimasto molto colpito dopo aver visto una dimostrazione di Judo. Mio zio mi ha introdotto in questo sport. Ho praticato Judo fino all'età di 15 anni. Successivamente mi sono interessato ad altre arti marziali.

Saverio: Chi sono stati i suoi maestri? In quali discipline?
Stroeven: Ho praticato diverse arti marziali e mi sono allenato con molti maestri. Da Anton Geesink per il Judo a Wong Kui per il Wing Chun, Bill Newman per l'Eskrima, Tim Tackett per il JKD e vari maestri delle Filippine.

Saverio: Quando ha conosciuto il JKD? Con chi ha iniziato a praticarlo?
Stroeven: Ho iniziato a praticare il JKD nel 1984 e successivamente ho iniziato un corso istruttore con Udo Muller in Germania , uno studente di Dan Inosanto. A quel tempo non avevo molti soldi. Ero povero, per farla breve. Ogni penny che avevo, lo usavo per allenarmi. In seguito sono andato ad un seminario in Germania, che era tenuto da Larry Hartsel. Lì ho saputo che stavo progredendo. Il Jeet Kune Do, a quel tempo, era la mia arte marziale e mi sentivo a casa. Così ho deciso di risparmiare per i successivi seminari di Larry Hartsel in Olanda. Ad un certo punto decisi di andare in banca a chiedere un prestito e così riuscii a pagarmi i seminari e le lezioni.

Saverio: Per quanto tempo ha studiato con Tim Tackett? Dove si tenevano le lezioni?
Stroeven: Mi sono allenato con Tim Tackett per 17 anni. Mi ha sempre allenato quando veniva nei Paesi Bassi per dei seminari. Durante questo periodo ho fatto progressi nel Jeet Kune Do ed ho capito sempre di più quest'arte. Ci siamo allenati a casa mia ed in palestra.

Saverio: Per quanto tempo si è allenato con Bob Bremer? Dove si tenevano le lezioni?
Stroeven: Non mi sono mai allenato con lui, ma di certo ho sentito molto parlare di lui.

Saverio: Cos'è il JKD secondo la sua opinione? Il JKD è morto con Bruce Lee?
Stroeven: Nel Jeet Kune Do ho provato libertà. E' un'arte. E sebbene i principi rimangono validi, c'è sempre spazio per la tua impressione ed iniziativa. Se dicessimo che il JKD è morto con Bruce Lee, gli renderemmo un piccolo omaggio. In altre parole, significherebbe che i cambiamenti che Bruce Lee ha portato non avrebbero un valore eterno. E questa, dal mio punto di vista, non è un ragionamento valido.

Saverio: Chi è l'esponente di JKD che lei ammira di più? Perchè?
Stroeven: Io non ammiro le persone. Piuttosto le rispetto. E questo rispetto deriva dalle sensazioni che ricevo quando la qualità del maestroè buona e quando c'è umanità in lui. Il suo pensiero, la sua passione e la volontà di progredire, di insegnare. Questi sono valori importanti per me nelle arti marziali. Se vuoi ancora un esempio, penso che sia Dan Inosanto, che ha continuato il lavoro della vita di Bruce Lee e che ha sviluppato una sua interpretazione del Jeet Kune Do. Ma egli espone al mondo anche le arti marziali filippine.

Saverio: Perchè il JKD si differenzia da scuola a scuola? Il JKD di Bruce Lee non è uno solo?
Stroeven: Perchè ci sono diversi istruttori che hanno idee differenti. Ci saranno sempre metodi d'allenamento diversi. Anche se i maestri sono stati allievi di Bruce Lee. E ciò è un bene perchè Bruce Lee stesso credeva nell'evoluzione e credeva nell'idea che l'arte marziale non deve arrivare ad un punto fermo. In quel modo, il Jeet Kune Do è derivato dal Kung Fu ed è divenuto uno stile differente. Egli si è discostato dalla tradizione. E' il suo sistema. Il resto sono interpretazioni del JKD.

Saverio: Cosa ne pensa della gente che mischia tecniche di diverse arti marziali e le chiamano JKD?
Stroeven: Non le approvo.

Saverio: Ha mai partecipato a delle competizioni? Per quali discipline? Che risultati ha ottenuto?
Stroeven: Sono più interessato alla realtà, le gare non sono mai state un problema.

Saverio: Il JKD potrebbe mai diventare uno sprot da combattimento? Perchè?
Stroeven: Secondo la mia opinione, il JKD non è uno sport da competizioni. Il Jeet Kune Do è fatto per la difesa personale in strada. Se si volesse renderlo uno sport da combattimento, bisognerebbe applicare dei diversi metodi d'allenamento. E ciò avrebbe meno efficacia in strada.

Saverio: Cosa serve per diventare un buon combattente?
Stroeven: Disciplina, voglia d'imparare e progredire, ma soprattutto un cuore da leoni.

Saverio: Quante ore alla settimana si allena?
Stroeven: Dipende, mi alleno ancora dalle 20 alle 30 ore a settimana. Dipende dai seminari. Io provo ad allenarmi, a tenermi svelto, in forma e concentrato.

Saverio: Quanto tempo impiegano i suoi studenti per diventare istruttori?
Stroeven: Dipende dal loro talento e dalla loro attitudine. Gli studenti davvero talentuosi possono diventare istruttori in 3 anni, sotto la mia supervisione. Ma il progresso non si ferma mai.

Saverio: Quante ore a settimana si allenano i suoi studenti?
Stroeven: Circa 10.

Saverio: Cos'ha studiato con Larry Hartsell? JKD original?
Stroeven: Concept. Era un mix con trapping ecc, e Larry era un esperto di tecniche a terra. Come molti sanno, lui era il combattente numero 1 della famiglia del JKD.

Saverio: Il JKD concept è ciò che Bruce Lee avrebbe voluto?
Stroeven: A volte si è costretti a lavorare in un altro modo perchè non tutti hanno le stesse caratteristiche fisiche di Bruce Lee, comprensibilmente. Io penso che Bruce Lee avrebbe molte critiche da fare al concept, ma ciò è concepibile perchè se lui fosse vissuto, il JKD si sarebbe sviluppato in modo completamente diverso. Ad ogni modo, lui ha lasciato un importante retaggio per le arti marziali e le nuove generazioni scopriranno l'arte mille volte ancora.


Frans Stroeven

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Saverio: When did you begin practising martial arts? Thanks to whom?
Stroeven: I started with Judo at the age of 6. I trained under the supervision of the late Anton Geesink. Former world and olympic champion. I was really impressed after seeing a Judo demonstration. My uncle introduced me to the sport. I practiced judo till I became 15. Then I got interested in other martial arts.
Saverio: Who were your masters? In what disciplines?
Stroeven: I have practiced many different martial arts and trained under many masters. By Anton Geesink Judo, Wing Chun Wong kui, Eskrima under Bill Newman JKD under Tim Tackett and various masters in the Filippines.
Saverio: When did you know JKD? With who did you begin practising?
Stroeven: I started in 1984 with JKD , then I started an instructor course under Udo Muller from Germany, a student of Dan Inosanto. At that time I had no money. I was poor, so to speak. Every penny I had, I used for training. Later I went to a seminar in Germany, which was given by Larry Hartsel. Then I knew I was progressing well. Jeet Kune Do was my martial arts at that time. I felt myself at home. I decided to save up for seminars with Larry Hartsel in Holland. At one point I even decided to go to the bank to borrow money, so I could pay the seminars and the classes.
Saverio: How long did you study with Tim Tackett? Where did lessons take place?
Stroeven: I know Tim Tacket for 17 years. He always trained me when he visited the Netherlands for Seminars. During this period I progressed in Jeet Kune Do. And understood the art more and more. We trained at my house and in the gym.
Saverio: How long did you studied with Bob Bremer? Where did lessons take place?
Stroeven: I have never trained under him. But off course I heard a lot of stories about him.
Saverio: What's JKD in your opinion? Did JKD die with Bruce Lee?
Stroeven: In Jeet Kune Do I experience freedom. It is an art. Even though the principles remain valid, there is always room for your own impression and initiative. If we would say that JKD died with Bruce Lee, then we would pay little tribute to Bruce Lee. In other words, it would mean that the changes that Bruce Lee developed, would have no eternal value. So in my opinion it is not a valid argument.
Saverio: Who's the JKD representative do you admire the most? Why?
Stroeven: I do not admire people. I rather respect them. And this respect comes from the feeling I get when the quality of the teacher is great and because of the man who is present in the teacher. His mentality, his passion and the will to develop, to teach. These are important values for me in the Martial Arts. If you still want an example, I think of Dan Inosanto, who continued Bruce Lee's life's work and has developed his own interpretation of Jeet Kune Do. But also presented the Philippine martial arts to the world.
Saverio: Why JKD differs from one school to another? Isn't Bruce Lee's JKD the only one?
Because different instructors have different ideas. There will always be different training methods Even if the teachers were students of Bruce Lee himself. And that's good because Bruce himself believed in evolution and believed in the idea that a martial art does not come to a standstill. In that way, Jeet Kune Do itself arose from Kung fu and became a different style. He deviated from tradition. But still respected tradition. It's his system. The rest are interpretations of JKD.
Saverio: What do you think about people who mix different martial art techniques and call them JKD?
Stroeven: That I do not approve.
Saverio: Have you ever taken part in competitions? For what disciplines? What results did you achieve?
Stroeven: I'm more interested in the reality, competitions were never an issue.
Saverio: Could JKD become a combat sport? Why?
Stroeven: Jeet Kune Do is not a competitive sport in my opinion. Jeet Kune Do is made for self defense on the street. If you would like to make it a combat sport you have to apply different training methods. That may be less effective on the street.
Saverio: What is necessary to become a good fighter?
Stroeven: Discipline, willing to learn and develop but most important is to have the Heart of a Lion.
Saverio: How many hours a week do you train?
Stroeven: It depends. I train between 20 and 30 hours per week, still. Depending on the seminars, I try to train myself, to keep sharp, in shape and focused.
Saverio: How long does it take to your student to become JKD instructors?
Stroeven: Depends on their talent and attitude. Really talented students can be an instructor in three years, under my supervision. But development never stops.
Saverio: How many hours a week do your student train with you?
Stroeven: ca 10 hours
Saverio: What did you studied with Larry Hartsell? JKD original?
Stroeven: It was the concept. It was a mix with trapping, etc and of course he was an expert in ground techniques. He was as many people know the No. 1 fighter of the JKD Family.
Saverio: Is JKD concept what did Bruce Lee want?
Stroeven: Sometimes you are forced to work in another way because not everyone has the same physical qualities as Bruce Lee, everyone will understand. I think Bruce Lee would have a lot of comments on the concept, but that makes sense. Because if he would have lived JKD would have developed very different. Anyway he has left an important legacy for the martial art and new generations will discoverer the art over and over again.

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